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Simulazioni di attacco reali per misurare la tua esposizione e rafforzare le difese dove servono davvero.
L'exploit di una vulnerabilità nota è oggi il primo modo con cui un attaccante entra in azienda: vale il 31% delle violazioni, davanti all'abuso di credenziali (Verizon DBIR 2026). Il nodo vero è la visibilità, cioè sapere quali falle sono davvero raggiungibili dall'esterno. Nel 2025 solo il 26% delle vulnerabilità critiche del catalogo CISA KEV è stato corretto per intero, e il tempo mediano per chiuderne una è salito a 43 giorni (Verizon DBIR 2026): una finestra ampia per chi attacca.
La sicurezza offensiva ribalta il punto di osservazione e provoca l'incidente in condizioni controllate, prima che accada sul serio. CyberGrant RedTeam simula gli attacchi che un avversario userebbe contro la tua infrastruttura, li documenta e restituisce una roadmap di remediation ordinata per priorità reali. Per vedere come si combinano pentest, red team e simulazioni ransomware, si parte dalla guida strategica all'offensive security.
Ogni dominio dimenticato, ogni servizio esposto per errore, ogni credenziale finita in una fuga precedente è una porta aperta. La maggior parte delle aziende non ha una mappa aggiornata di ciò che è raggiungibile dall'esterno, e una porta che non sai di avere non la chiudi. Con un tempo mediano di 43 giorni per correggere una vulnerabilità critica (Verizon DBIR 2026), il margine a disposizione di un attaccante è largo.
Attack Surface Discovery e Vulnerability Assessment di CyberGrant RedTeam mappano asset esposti, domini e applicazioni pubbliche, poi classificano le vulnerabilità in base al rischio effettivo di sfruttamento. Il risultato è una lista di remediation prioritizzata, dalla falla più aggredibile a quella meno urgente.
Una checklist di compliance conferma che un controllo esiste, non che regge sotto pressione. La distanza tra "abbiamo il firewall" e "il firewall ha fermato l'attacco" emerge solo quando qualcuno prova davvero a sfondarlo. Senza un test reale, la prima verifica delle difese coincide con l'incidente.
CyberGrant RedTeam esegue penetration test su applicazioni web, mobile, infrastruttura e sistemi IoT, con approccio Black-Box, Grey-Box o White-Box. Il percorso ricalca la catena reale di un attacco: recon, exploit, movimento laterale, esfiltrazione. Il team è certificato OSEP, OSWE e OSCP.
Il ransomware è cresciuto fino al 48% di tutte le violazioni (Verizon DBIR 2026). A Colonial Pipeline è bastato un singolo account VPN inattivo, protetto solo da una password, per bloccare il 45% del carburante della East Coast e portare a 4,4 milioni di dollari di riscatto. Se capitasse alla tua azienda, quanto a lungo l'operatività resterebbe ferma?
La Ransomware Attack Simulation di CyberGrant RedTeam riproduce infiltrazione, cifratura e movimento laterale, e misura le capacità reali di detection, contenimento e risposta.
La DDoS Attack Simulation verifica la tenuta dell'infrastruttura sotto saturazione. In entrambi i casi ottieni un piano d'azione con interventi concreti e prioritizzati.
L'elemento umano non intenzionale entra nel 62% delle violazioni (Verizon DBIR 2026). Il phishing resta la via d'ingresso più economica per un attaccante: basta un clic distratto. La formazione teorica invecchia in fretta, la memoria di un attacco simulato molto meno.
La Phishing Attack Simulation di CyberGrant RedTeam invia campagne realistiche e misura chi clicca, chi segnala e chi arriva a inserire le credenziali. Il dato serve a calibrare la formazione dove è più debole e a ridurre la superficie d'attacco più difficile da prevedere, quella umana.
Un penetration test riduce le porte d'ingresso, ma alcune restano aperte per definizione: un insider legittimo, un fornitore con accesso, un canale non controllato. Anche con un perimetro solido, il dato continua a muoversi, e nel momento in cui esce smette di essere sotto il tuo controllo.
La protezione file-centric di CyberGrant agisce sul dato, non sul perimetro. Con FileGrant e RemoteGrant il file nasce cifrato con tecnologia quantum-safe Lock&Go e resta protetto anche fuori dalla rete aziendale, con revoca post-condivisione, classificazione automatica e audit trail. La sicurezza offensiva misura il rischio, la protezione del dato ne contiene l'impatto.
Dal 17 gennaio 2025, il Regolamento DORA (UE 2022/2554) impone agli enti finanziari test di resilienza digitale strutturati, compresi i Threat-Led Penetration Test (TLPT) per le entità più critiche. In un contesto in cui le violazioni da fornitori sono salite al 48% del totale (+60% in un anno, Verizon DBIR 2026), i test offensivi diventano la prova chiave della reale tenuta della sicurezza. CyberGrant RedTeam realizza pentest, sessioni di red team e simulazioni ransomware in linea con DORA e gli standard internazionali, fornendo documentazione immediatamente pronta per gli audit.

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Un penetration test cerca e sfrutta le vulnerabilità di un perimetro definito, come un'applicazione, una rete o un sistema, in un tempo circoscritto. Un red team è una simulazione avversariale estesa che mette alla prova l'intera organizzazione, cioè tecnologia, processi e persone, imitando il comportamento di un attaccante reale su un orizzonte più lungo e senza confini prestabiliti. Il pentest risponde alla domanda "questo sistema è vulnerabile?", il red team alla domanda "l'azienda si accorgerebbe di un attacco e saprebbe reagire?".
Sì, in modo sempre più esplicito. La direttiva NIS2, recepita in Italia con il D.Lgs. 138/2024, impone ai soggetti essenziali e importanti misure di gestione del rischio e la verifica della loro efficacia. Il regolamento DORA (Reg. UE 2022/2554), applicabile dal 17 gennaio 2025, richiede al settore finanziario test periodici di resilienza operativa digitale, fino ai Threat-Led Penetration Test per le entità più critiche. La sicurezza offensiva è uno degli strumenti con cui si dimostra che le misure adottate funzionano davvero.
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