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Antivirus ed EDR sorvegliano il dispositivo. CyberGrant protegge il file che ci vive dentro: cifrato e governato sull'endpoint, anche offline o quando il PC è compromesso.
Il lavoro ibrido ha spostato i dati fuori dalla rete. Vivono su portatili che si collegano da casa, da un hotel, da una rete non gestita, e ogni endpoint diventa un punto di uscita: una chiavetta USB, uno screenshot, una sessione remota, un file scaricato. Secondo il DBIR 2026 di Verizon il ransomware è presente nel 48% delle violazioni, e nella maggioranza dei casi il primo accesso passa da un dispositivo.
In Italia il Rapporto Clusit 2026 conta 507 incidenti gravi nel 2025, il 42% in più rispetto all'anno prima. Proteggere l'endpoint significa proteggere il dato che ci passa, non solo il dispositivo che lo ospita.
Antivirus ed EDR cercano la minaccia sul dispositivo: processi sospetti, malware, comportamenti anomali. È una difesa necessaria con un limite preciso, perché presuppone di riconoscere l'attacco. Contro spyware silenti, zero-day o un utente autorizzato che copia un file, non c'è nulla da rilevare. Il DBIR 2026 di Verizon lo conferma: nel 73% degli attacchi ransomware la vittima aveva già subito un furto di credenziali, spesso invisibile agli strumenti di detection.
RemoteGrant aggiunge il livello che manca: la cifratura trasparente del file sull'endpoint. Il documento è cifrato in automatico, senza passaggi per chi lavora, e resta protetto a prescindere dallo stato del dispositivo. Se il PC viene compromesso, l'attaccante trova file che non può leggere.
Le minacce esterne più costose sono quelle che gli strumenti di detection non fermano in tempo. Un attacco Zero-Day sfrutta una vulnerabilità ancora sconosciuta, una backdoor o uno spyware restano silenti per mesi, e il ransomware moderno non si limita a cifrare i file: li ruba per la doppia e tripla estorsione. In Italia il Rapporto Clusit 2026 conta 166 attacchi ransomware nel 2025, il 14% in più rispetto all'anno precedente.
RemoteGrant agisce sul dato, non sulla firma della minaccia. La cifratura trasparente rende inutili i file sottratti in una doppia estorsione: restano illeggibili fuori dai dispositivi autorizzati, quindi non pubblicabili né rivendibili. E poiché l'accesso ai file è concesso solo alle applicazioni autorizzate, un payload Zero-Day o una backdoor già presente sul PC non riescono a leggere i dati protetti.
La maggior parte dei dati non esce da un attacco sofisticato, ma da gesti quotidiani: un file su chiavetta, lo screenshot di un contratto, un copia-incolla verso un canale personale, una cartella sincronizzata su un cloud non aziendale. Sono azioni di chi ha già accesso legittimo, il caso che il DLP tradizionale fatica a vedere. Nel Cold Case Waymo-Uber un ingegnere con accesso regolare portò via 14.000 file riservati su un disco esterno: nessun malware, solo dati nati liberi.
Le policy di RemoteGrant applicano il controllo alla fonte, sul dispositivo, con oltre 20 regole configurabili: whitelist USB per numero di serie, controllo degli appunti, blocco della cattura schermo, restrizioni sull'accesso alle cartelle. Le regole seguono il file e restano attive anche a dispositivo disconnesso, dove le soluzioni cloud-dipendenti perdono efficacia.
L'accesso remoto è tra le vie d'ingresso preferite dagli attaccanti. Nel 2021 Colonial Pipeline fu bloccata da una singola credenziale VPN riutilizzata e priva di autenticazione a più fattori. Il problema non è invecchiato: nel 2024 TeamViewer è stato sfruttato per distribuire il ransomware LockBit 3.0.
RemoteGrant mette in sicurezza l'accesso remoto senza sacrificare la continuità operativa: trasferimento file protetto in sessione RDP, controllo degli appunti tra host e client, e una porta RDP resa invisibile agli scanner di rete, tecnologia brevettata CyberGrant. Chi scansiona la rete alla ricerca di servizi esposti non trova un punto d'attacco.
Lo Zero Trust parte da un principio semplice: nessun accesso è affidabile per definizione. Sull'endpoint significa smettere di considerare sicuro un software solo perché è già installato.
RemoteGrant consente l'accesso ai file cifrati solo alle applicazioni autorizzate e blocca quelle non sicure o compromesse, anche se già presenti sul PC.
Sotto, la cifratura Lock&Go (AES-256 con scambio di chiavi CRYSTALS-Kyber, standard NIST post-quantum) protegge il file anche nello scenario "harvest now, decrypt later", in cui gli attaccanti archiviano oggi dati cifrati per decifrarli domani con i computer quantistici.
La sicurezza diventa una proprietà del dato: dove va il file, va la sua protezione.

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La protezione endpoint file-centrica sposta la sicurezza dal dispositivo al singolo file. Il documento viene cifrato direttamente sull'endpoint e resta protetto ovunque vada, anche se il PC è offline o compromesso. A differenza dell'antivirus, che difende il device, questo approccio rende il dato illeggibile per chi lo sottrae.
La cifratura trasparente è la cifratura automatica che RemoteGrant applica ai file sull'endpoint, senza azioni da parte dell'utente. Il file resta leggibile solo dalle applicazioni e dai dispositivi autorizzati, anche offline o se copiato altrove. Per chi lavora è invisibile; per un attaccante è un file illeggibile.
RemoteGrant agisce sul dato, non sulla firma della minaccia. La cifratura trasparente rende illeggibili i file esfiltrati in una doppia estorsione, quindi non pubblicabili né rivendibili, mentre il controllo applicativo Zero Trust impedisce a software non autorizzato o compromesso di accedere ai file protetti. Si affianca ad antivirus ed EDR quando la detection non basta.
Con policy applicate direttamente sull'endpoint. RemoteGrant offre oltre 20 regole configurabili: whitelist delle chiavette USB per numero di serie, controllo della clipboard, blocco della cattura schermo e restrizioni sull'accesso alle cartelle. Le regole restano attive anche quando il dispositivo è disconnesso dalla rete.
Mettendo in sicurezza la sessione, non solo la connessione. RemoteGrant cifra il trasferimento file in RDP, controlla gli appunti tra host e client e rende la porta RDP invisibile agli scanner di rete con una tecnologia brevettata CyberGrant. Così l'assistenza remota resta operativa senza esporre un punto d'attacco.
Significa non considerare affidabile un software solo perché è già installato sul dispositivo. RemoteGrant consente l'accesso ai file cifrati solo alle applicazioni autorizzate e blocca quelle non sicure o compromesse. La cifratura Lock&Go con algoritmo CRYSTALS-Kyber (standard NIST post-quantum) protegge il file anche nello scenario "harvest now, decrypt later".
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