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Protezione asset digitali
Classificazione automatica
Cifratura in cloud
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Gestione operazioni
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Modello zero trust
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Soluzioni scalabili e compatibili con sistemi legacy, adatte sia a PMI , che a grandi imprese che richiedono controllo su dati, accessi e condivisioni.
AIGrant è il tuo assistente personale che conosce i tuoi dati, li protegge e trova quello che ti serve
L'intelligenza artificiale è già nei processi aziendali, e con essa il rischio che i dati escano senza controllo. CyberGrant usa l'AI per classificare e proteggere i documenti, e blocca l'AI generativa che tenta di sottrarli. Governi accessi, condivisioni e fughe di dati senza rinunciare alla produttività.
L'AI è già dentro l'azienda, spesso senza che l'IT lo sappia. Secondo l'IBM Cost of a Data Breach Report 2025, una violazione su cinque è legata alla Shadow AI, cioè all'uso di strumenti di intelligenza artificiale non governati, e questi incidenti aggiungono in media 670.000 dollari al costo della violazione, colpendo soprattutto dati personali dei clienti e proprietà intellettuale.
La stessa tecnologia è però uno strumento di difesa: classifica i dati sensibili nel momento in cui nascono, applica la cifratura senza intervento dell'utente e riconosce i comportamenti anomali in tempo reale. La domanda non è se usare l'AI, ma chi la controlla. CyberGrant lavora su entrambi i lati: mette l'intelligenza artificiale al servizio della protezione del dato e, allo stesso tempo, impedisce che l'AI diventi un canale di fuga.
L'intelligenza artificiale è già nei flussi di lavoro quotidiani. Vietarla non ferma il rischio, lo sposta nell'ombra: i dipendenti continuano a usare strumenti personali e vi incollano informazioni aziendali. Secondo la survey TELUS Digital AI at work (2024), il 57% dei dipendenti ha inserito dati sensibili in piattaforme di AI pubbliche. È il fenomeno della Shadow AI, e ha un precedente noto: nel 2023 alcuni ingegneri Samsung hanno inserito codice sorgente riservato in ChatGPT, portando l'azienda a limitare l'uso degli strumenti di AI generativa.
CyberGrant offre due strade, combinabili. La prima: autorizzare solo un'AI aziendale privata, installata on-premise e conforme alle policy di sicurezza e al GDPR, così che i dati restino nell'infrastruttura dell'azienda. La seconda: lasciare la libertà di usare strumenti AI esterni, impedendo però il caricamento o l'incollaggio di documenti aziendali tramite i controlli di Data Loss Prevention. Il principio è lo stesso: non si vieta l'AI, si governa il dato che la attraversa.
Nella Data Loss Prevention tutto parte dalla classificazione: solo riconoscendo cosa è davvero sensibile lo si può proteggere. Il problema è che classificare a mano è lento, complesso e soggetto a errori o dimenticanze. È la prima causa di fallimento del DLP tradizionale.
La classificazione automatica di CyberGrant si appoggia a un'AI privata on-premise, mai esposta a cloud pubblici. L'AI analizza i contenuti nel momento in cui vengono creati o modificati, riconosce i dati sensibili e applica tag, regole di accesso e cifratura coerenti con le policy aziendali.
L'AI scraping è una minaccia sempre più diffusa: i modelli di AI generativa possono catturare dati sensibili da documenti aziendali, anche solo visualizzati in un browser non sicuro o caricati in un chatbot. Le piattaforme di condivisione tradizionali non proteggono le informazioni una volta aperte a schermo.
La protezione anti-AI scraping di FileGrant impedisce all'AI di accedere ai file aperti tramite viewer nel browser, mentre le persone autorizzate continuano a visualizzarli normalmente. Il contenuto resta leggibile a chi ha i permessi, invisibile a chi tenta di estrarlo in modo automatico. La riservatezza è garantita per impostazione predefinita, non affidata all'attenzione dell'utente.
Gli assistenti AI pubblici sono utili, ma per usarli devono leggere i dati. Per un'azienda che gestisce contratti, cartelle cliniche o progetti riservati, questo significa affidare le informazioni più critiche a un'infrastruttura esterna. L'IBM Cost of a Data Breach Report 2025 rileva che il 63% delle organizzazioni violate non aveva policy di governance per gestire l'AI o rilevarne l'uso non autorizzato.
AIGrant è un'AI privata on-premise basata su un RAG aziendale. Il RAG (Retrieval Augmented Generation) è la tecnica che permette a un'AI di rispondere interrogando i documenti aziendali, invece della sola conoscenza generica del modello. AIGrant conosce i tuoi documenti, li interroga e trova ciò che serve, senza che i dati lascino l'infrastruttura dell'azienda. Si affianca a strumenti come Microsoft Copilot senza sostituirli, con accesso segregato per reparto e chiavi a conoscenza zero. È il modo di ottenere il valore dell'AI generativa mantenendo la sovranità sul dato.
L'AI è già entrata in azienda: i team la usano ogni giorno, spesso fuori controllo.La scelta è governarla o subirla. Scarica il whitepaper AI & Cybersecurity e scopri come proteggere dati, processi e compliance, trasformando l'AI da rischio a opportunità.
La Shadow AI è l'uso di strumenti di intelligenza artificiale non autorizzati o non governati dall'IT, come i chatbot pubblici usati con account personali. Il rischio nasce quando i dipendenti vi inseriscono informazioni aziendali: secondo l'IBM Cost of a Data Breach Report 2025, una violazione su cinque è legata alla Shadow AI e aggiunge in media 670.000 dollari al costo dell'incidente. Si governa autorizzando un'AI privata interna e applicando controlli di Data Loss Prevention sui dati in uscita.
Vietare l'AI sposta il problema nell'ombra invece di risolverlo. L'approccio efficace è duplice: fornire un'AI aziendale privata e conforme, e allo stesso tempo impedire con la Data Loss Prevention che i documenti riservati vengano caricati su strumenti esterni. Così i dipendenti mantengono la produttività e l'azienda mantiene il controllo sul dato.
Sì. La classificazione manuale è lenta e soggetta a errori, ed è la prima causa di fallimento del DLP tradizionale. L'AI privata on-premise di CyberGrant analizza i contenuti al momento della creazione o modifica, riconosce i dati sensibili e applica in automatico tag, regole di accesso e cifratura. I tag hanno priorità sull'azione dell'utente: un documento marcato come non scaricabile non può essere scaricato da nessuno.
L'AI scraping è l'estrazione automatica di dati da parte di modelli di AI generativa, anche da documenti solo visualizzati in un browser o caricati in un chatbot. La protezione anti-AI scraping di FileGrant impedisce all'AI di accedere ai file aperti tramite viewer nel browser, mentre le persone autorizzate continuano a visualizzarli. La riservatezza è applicata per impostazione predefinita, senza dipendere dall'attenzione dell'utente.
Sì. AIGrant è un'AI privata on-premise che interroga i documenti aziendali senza farli uscire dall'infrastruttura, con accesso segregato per reparto e chiavi a conoscenza zero. Si può affiancare anche a strumenti come Microsoft Copilot senza sostituirli, offrendo il valore dell'AI generativa mantenendo la sovranità sul dato. È utile soprattutto in contesti regolamentati come banking, sanità e settore legale.
Il RAG (Retrieval Augmented Generation) è la tecnica che permette a un'AI di rispondere interrogando i documenti aziendali, invece della sola conoscenza generica del modello. Un RAG on-premise, come quello di AIGrant, elabora i dati dentro l'infrastruttura dell'azienda, senza inviarli a servizi esterni: le informazioni non alimentano modelli pubblici e restano sotto il controllo dell'organizzazione, con accesso segregato per reparto e chiavi a conoscenza zero. È il motivo per cui è più adatto a contesti regolamentati rispetto agli assistenti AI pubblici.
Sì. L'AI Act (Reg. UE 2024/1689) introduce obblighi crescenti in base al livello di rischio dei sistemi di AI, e il GDPR resta applicabile ogni volta che l'AI tratta dati personali. Adottare un'AI privata, governata e tracciabile aiuta a soddisfare i requisiti di trasparenza e controllo previsti da entrambe le normative.
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