Data Loss Prevention file-centric
I dati sensibili della tua azienda restano protetti anche quando escono dal perimetro, perché la protezione vive dentro il file e lo segue ovunque vada.
Cos'è la Data Loss Prevention e perché serve un nuovo approccio
La Data Loss Prevention (DLP) è l'insieme di tecnologie e policy che impediscono la fuoriuscita, la perdita o l'uso non autorizzato di dati sensibili: contratti, dati clienti, piani strategici, codice sorgente. Il DLP tradizionale è nato per fermare i dati in uscita lungo pochi canali identificabili, quando i file vivevano sui server aziendali. Oggi un documento passa da PC a cloud, a email, a chat, a piattaforme AI: inseguire ogni canale genera falsi positivi, rallenta il business e dipende dal comportamento corretto degli utenti. Non a caso, secondo il Verizon DBIR 2026 l'elemento umano è presente nel 62% delle violazioni.
CyberGrant supera questo limite portando la protezione dentro il file: cifratura nativa, classificazione automatica, governance unificata. Lo chiamiamo DLP 2.0, un approccio file-centric in cui il dato non nasce più vulnerabile per essere inseguito, nasce protetto.
Perché il modello tradizionale non regge più lo abbiamo spiegato in Il DLP tradizionale è obsoleto: i limiti emersi con NIS2.
Proteggere la proprietà intellettuale dall'esfiltrazione di insider e terze parti
Innovazione, know-how, contratti, dati di ricerca: sono gli asset che fanno la differenza con il concorrente, e i più esposti all'esfiltrazione, perché vivono dentro documenti che ogni giorno si spostano tra reparti, fornitori, partner e dispositivi. La minaccia più difficile da intercettare non è l'attacco esterno, ma l'insider con accesso legittimo: nel caso Waymo-Uber un ingegnere ha trasferito circa 14.000 file riservati (9,7 GB) prima di lasciare l'azienda.
Con l'approccio file-centric di FileGrant, ogni documento entra in un perimetro logico cifrato, accessibile solo a chi ha i permessi corretti, con RBAC, audit trail completo e revoca post-condivisione: l'accesso può essere ritirato anche dopo l'invio, anche su un sistema esterno. Un download massivo in fase di offboarding genera alert in tempo reale, non mesi dopo un'analisi forense.
Il DLP 2.0 elimina la classificazione manuale
Una protezione efficace dei dati inizia dal riconoscere cosa conta davvero. Identificare le informazioni sensibili e attribuire il giusto livello di riservatezza permette di applicare le misure più efficaci, a partire dalla cifratura. Chiedere all'utente di farlo a mano è la prima causa di errore del DLP tradizionale.
La classificazione automatica di CyberGrant si appoggia a una AI privata on-premise, mai esposta a cloud pubblici. L'AI analizza i contenuti nel momento in cui vengono creati o modificati, riconosce i dati sensibili e applica tag, regole di accesso e cifratura coerenti con le policy aziendali. Una volta applicati, i
tag hanno priorità sull'azione dell'utente: se un documento è marcato come non scaricabile, nessuno può scaricarlo. È il passaggio dal DLP che chiede all'utente di fare sicurezza al DLP che la fa al posto suo, governato da AIGrant.
Cifratura nativa, quantum-safe e invisibile per chi lavora con il documento
Riconoscere i dati sensibili è il primo passo. Proteggerli è il secondo, e la cifratura è lo strumento che lo rende possibile. Senza cifratura, ogni tag e ogni policy restano un'etichetta: utile a sapere cos'è importante, inutile a impedirne l'esfiltrazione.
Le nostre soluzioni applicano la cifratura in modo nativo: ogni file è protetto al momento della creazione o del caricamento con l'algoritmo CRYSTALS-Kyber, standard NIST FIPS 203 (ML-KEM) dall'agosto 2024, tramite la tecnologia di download cifrato Lock&Go. Questo risponde anche alla logica "harvest now, decrypt later", in cui i dati cifrati raccolti oggi potrebbero essere decifrati in futuro. Per l'utente è invisibile: niente chiavi da gestire, niente password aggiuntive, niente app da aprire.
Proteggere i dati nei servizi cloud di archiviazione e condivisione
Condividere file nel cloud è comodo, ma sposta il dato fuori dal controllo diretto dell'azienda. Applicare la cifratura direttamente al file, prima ancora del caricamento, assicura che i dati restino protetti anche in caso di furto di credenziali o di accessi non autorizzati da parte del provider. Il punto cieco ricorrente è il dato anagrafico a riposo lasciato in chiaro.
FileGrant applica la cifratura direttamente al file e si integra con i principali servizi cloud di archiviazione e condivisione; RemoteGrant estende la stessa protezione trasparente a PC ed endpoint aziendali. Anche in caso di furto di credenziali o di accesso non autorizzato lato provider, il record resta cifrato e illeggibile fuori dal contesto autorizzato. Chi supera il perimetro trova dati che non può usare.
Controllare l’accesso ai siti web e proteggere la navigazione
Consentire l'uso di strumenti online senza esporre informazioni riservate è una sfida quotidiana. Con una protezione avanzata della navigazione è possibile impedire il download non autorizzato di dati sensibili e bloccare in tempo reale l'accesso a siti pericolosi o ingannevoli.
Sul fronte AI, la protezione anti-AI scraping impedisce che i contenuti riservati vengano acquisiti dalle piattaforme di intelligenza artificiale generativa. La protezione dell'endpoint e degli accessi remoti, con cifratura trasparente su PC e cloud aziendale, è gestita da RemoteGrant
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Domande frequenti
La Data Loss Prevention è l'insieme di tecnologie e policy che impediscono la fuoriuscita, la perdita o l'uso non autorizzato di dati sensibili, come contratti, dati clienti e proprietà intellettuale. Il DLP tradizionale controlla i canali di uscita; l'approccio file-centric protegge direttamente il file.
Il DLP tradizionale insegue i dati lungo i canali di uscita (email, USB, cloud, web) e dipende dalla classificazione manuale e dal comportamento dell'utente. Il DLP 2.0 file-centric cifra il dato alla creazione e lo classifica in automatico: la protezione resta nel file anche fuori dalla rete, riducendo falsi positivi e carico operativo
Nessuna norma impone un algoritmo specifico, ma entrambe richiedono una protezione adeguata al rischio. Il GDPR (Reg. UE 2016/679, art. 32) considera la cifratura una misura adeguata per i dati personali. La NIS2 (D.Lgs. 138/2024) la rende un requisito esplicito per i soggetti essenziali e importanti.
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