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Il documento nasce cifrato e la protezione lo segue ovunque vada, dentro e fuori dall'azienda. Collabora con clienti e partner senza perdere il controllo del file, anche dopo averlo inviato.
Il file sharing sicuro è la condivisione di documenti in cui la protezione resta nel file, non solo nella rete o nella piattaforma: il documento viene cifrato alla creazione e la protezione lo segue anche dopo essere uscito dall'azienda. Condividere accelera il lavoro, ma ogni file che esce amplia la superficie di rischio. Secondo il Verizon DBIR 2026 le violazioni che coinvolgono terze parti sono cresciute del 60% in un anno e riguardano ormai il 48% del totale.
CyberGrant sposta la protezione dentro il file: cifratura nativa, controllo granulare degli accessi, revoca anche dopo l'invio. Il dato non nasce vulnerabile per essere inseguito lungo i canali di condivisione, nasce protetto e resta tale ovunque vada.
Come la NIS2 cambia la valutazione delle soluzioni di file sharing
Condividere documenti con utenti esterni espone i dati ad accessi non autorizzati e a intercettazioni sul canale. E spesso non serve un attacco: l'elemento umano è presente nel 62% delle violazioni (Verizon DBIR 2026), a volte è solo un file inviato al destinatario sbagliato.
Con l'approccio file-centric di FileGrant, ogni file può essere condiviso via email, cloud o messaggistica in formato cifrato Lock&Go: il destinatario vede solo i metadati, mentre il contenuto resta leggibile a destinazione soltanto per chi ha i permessi. Il download cifrato si appoggia all'algoritmo CRYSTALS-Kyber, standard NIST FIPS 203 (ML-KEM) dall'agosto 2024, e risponde anche alla logica "harvest now, decrypt later". Il controllo non finisce con l'invio: la revoca post-condivisione ritira l'accesso a un file già consegnato, anche su un sistema esterno.
Uno spazio centralizzato, protetto e ben organizzato riduce la frammentazione e i rischi legati alla perdita di dati. Il punto debole ricorrente è l'accesso indiscriminato: troppe persone che possono aprire troppi documenti. Il controllo degli accessi basato sui ruoli (RBAC) assegna permessi granulari, Admin, Contributor o Reader, così che solo chi è autorizzato acceda alle risorse sensibili.
La classificazione automatica, affidata all'AI privata on-premise di AIGrant, applica tag e restrizioni coerenti con le policy senza intervento manuale, e i tag hanno priorità sull'azione dell'utente: se un documento è marcato come non scaricabile, nessuno può scaricarlo. Ogni attività resta registrata in un audit trail in tempo reale: chi ha aperto un file, quando e da dove.
Durante meeting, condivisioni e collaborazioni online, i documenti aziendali possono finire in strumenti di AI pubblici o essere catturati con screenshot. Il 67% degli utenti usa account non aziendali sui dispositivi di lavoro per accedere a servizi di AI generativa (Verizon DBIR 2026): è la Shadow AI, un canale che i controlli perimetrali non vedono.
La protezione anti-AI scraping impedisce che i contenuti riservati vengano acquisiti dalle piattaforme di intelligenza artificiale generativa, mentre l'anti-screen capture blocca le catture durante le sessioni su Zoom, Meet e Teams, anche in ambienti collaborativi e condivisi. La stessa protezione trasparente si estende a PC ed endpoint con RemoteGrant.
In operazioni di fusioni, acquisizioni e progetti riservati, una Virtual Data Room offre un ambiente protetto per condividere informazioni sensibili con controparti e advisor. La posta in gioco è alta e la finestra di esposizione lunga.
Le soluzioni CyberGrant permettono di gestire gli accessi, tracciare ogni attività e proteggere i documenti in modo centralizzato.
Cifratura persistente e revoca restano attive per tutta la durata dell'operazione, anche verso chi è fuori dall'azienda. È anche il terreno dove la condivisione incontra la conformità: GDPR (art. 32), NIS2 (D.Lgs. 138/2024) e DORA (Reg. UE 2022/2554) richiedono cifratura, controllo degli accessi e tracciabilità, misure che una piattaforma file-centric soddisfa in modo nativo.

Non basta condividere in fretta: proteggere ogni documento significa proteggere i clienti, i partner e la continuità del business.
Il file sharing sicuro è la condivisione di documenti in cui la protezione resta nel file stesso, non solo nella rete o nella piattaforma. Il documento viene cifrato alla creazione e la protezione lo accompagna anche dopo l'invio, con controllo degli accessi, tracciabilità e possibilità di revoca.
Strumenti come SharePoint, OneDrive o i cloud aziendali gestiscono l'accesso ai file all'interno del perimetro. Non cifrano nativamente il singolo documento, non bloccano lo scraping AI e non consentono di revocare l'accesso dopo la condivisione. Le soluzioni CyberGrant si affiancano a questi strumenti e aggiungono la protezione che manca al dato in movimento.
Sì. Gli attaccanti raccolgono già oggi dati cifrati con algoritmi classici per decifrarli in futuro con il calcolo quantistico ("harvest now, decrypt later"). La cifratura quantum-safe basata su CRYSTALS-Kyber (standard NIST FIPS 203) protegge i file condivisi anche rispetto a questo scenario.
Cifratura, controllo degli accessi e audit trail sono misure previste da GDPR (art. 32), NIS2 (D.Lgs. n. 138/2024) e DORA (Reg. UE 2022/2554). Una piattaforma file-centric le rende disponibili in modo nativo, anche nella condivisione con terze parti e lungo la supply chain.
Il destinatario esterno può ricevere il file in formato cifrato e accedere al contenuto solo con i permessi corretti, ad esempio tramite un codice OTP. Vede i metadati, ma il contenuto resta protetto e tracciato.
Sì. Se usi già SharePoint o OneDrive, FileGrant ci si integra e ne estende la protezione: aggiunge cifratura persistente, controllo granulare degli accessi, revoca post-condivisione e protezione quantum-safe, seguendo il file su qualsiasi canale. Mantieni la tua dotazione attuale e colmi la protezione che il perimetro da solo non copre.
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